Courses in Italy
After successfully completing three courses (units), including a 600-level literature course, at the summer session on the Vermont campus, MA degree candidates begin the academic year in Florence with three semester-long courses in language, literature, and culture/communication at the Sede and one course at the University of Florence. During the second semester, students must complete an independent research project, one course at the Sede and one course at the University of Florence. After consultation with the Director, students will choose courses offered by the Facoltà di Lettere e Filosofia in the areas of art history, history, political science, linguistics, theater studies, philology, archaeology, or literature. Students must fulfill the distribution requirements indicated for the specialization, or "stream", that they have chosen.
Courses at the University of Florence
Courses at the University of Florence offer a unique opportunity for deepening students' intellectual and linguistic growth as well as providing additional opportunities for social immersion. Each course requires approximately six contact hours per week.
Students enrolled in courses are subject to both the privileges and restrictions established by the university administration. Final enrollment is contingent upon passing an oral examination administered by a University of Florence professor.
It is important to note that a course in an Italian university is usually a series of lectures or seminars to guide students in their study and preparation for a final comprehensive oral examination. Certain courses may also require a paper or a written exam prior to the oral examination. A typical university course at the Facoltà di Lettere is made up of two academic sections. The first modulo tends to be a general overview of the basic themes of the subject, while the second modulo is normally a more in-depth investigation of a specific component of that same topic. Courses at the university entail classroom instruction; and independent preparation by the student of critical readings, texts, etc. assigned by the docente, which plays a very important part in the final exam. Students are therefore reminded that classroom instruction is only one aspect on which they may be examined.
Independent Research Project
The independent research paper should be based in part on course work done during the preceding summer on the Vermont campus or during the first semester in Florence. Permission may be granted to write a paper on other topics under the supervision of a faculty member. The paper (35-40 pages in length) should demonstrate a high level of written control of the language as well as critical and analytical skills. Once completed students will prepare a final oral defense of their work in front of a project committee.
Courses at the Sede
During the first semester at the School in Italy program, students will take three classes at the Sede. Students will choose among courses that will aid in meeting the requirements of their stream. In the second semester students will take a methodologies class aimed at helping students acquire the techniques necessary to write an advanced level research paper such as the Independent Research Project.
Following are the course descriptions for the language, linguistics, literature, and culture/communication courses that will be taught at the Sede during the 2011-2012 academic year. Please note that all courses are subject to change.
Pier Paolo Pasolini tra poesia e cinema
Pier Paolo Pasolini (1922-1975) è forse il personaggio più emblematico e controverso tra quelli che hanno animato la cultura in Italia nei decenni centrali del Novecento. Poeta, ma anche romanziere, critico, polemista civile, autore di teatro e soprattutto di cinema, Pasolini ha sperimentato le forme e i generi e più diversi, testimoniando con le parole e le immagini i propri conflitti interiori e dando un’interpretazione originalissima, drammatica e spesso profetica dei mutamenti epocali che la società moderna stava attraversando. Con la lettura dei suoi principali testi poetici, una scelta dalle sue prose narrative e dei suoi articoli, e con la visione commentata di una selezione dei suoi films, il corso si prefigge di offrire agli studenti una interpretazione il più possibile esauriente dei temi che convergono nell’opera di Pasolini, e di fornire gli elementi essenziali per comprendere un artista ‘totale’, che con la forza della sua parola e lo ‘scandalo’ delle sue scelte continua tuttora ad agire come nessun altro nella coscienza critica del nostro Paese. (1.0 UNIT)
(Prof. Franco Zabagli)
I Promessi Sposi di Manzoni
I promessi sposi di Alessandro Manzoni (1785-1873) sono il primo romanzo moderno della letteratura italiana e uno dei più importanti di ogni tempo e di ogni paese. Ha avuto nel mondo lettori illustri ed entusiasti fra i quali Goethe, Poe, Lukacs, e in particolare in Italia, per la sua indiscussa autorità, divenne subito modello da imitare o da dissacrare per tutta la narrativa dell’Ottocento ed è stato ed è ancora oggetto attuale di discussione fra alcuni dei maggiori scrittori del Novecento, come Moravia, Gadda, Pasolini, Calvino e Sciascia. Subito all’indomani dell’Unità di Italia i programmi scolastici ministeriali li prescrissero come lettura integrale obbligatoria, come sono ancora oggi, e anche solo questo particolare fa capire il ruolo determinante che hanno avuto nella formazione della coscienza nazionale italiana.
Il corso ne proporrà la lettura integrale, preceduta dalle notizie essenziali sul panorama storico e culturale in cui nacque oltre che sulla biografia dell’autore. Sono previste anche proiezioni di brani tratti da film e sceneggiati televisivi dedicati al romanzo. (1.0 UNIT)
(Prof. Alessandro Duranti)
Il “genio” di Michelangelo e lo sviluppo della scultura fiorentina del Cinquecento.
La scultura del Cinquecento a Firenze e in Italia fu dominata dall’influenza geniale di Michelangelo. Invece di schiacciare la produzione locale i risultati artistici del Buonarroti servirono soprattutto da pungolo allo sviluppo di due generazioni di scultori italiani e persino europei. Il corso si propone di presentare la scultura del Buonarroti collegandola al peculiare contesto storico del Rinascimento italiano e individuandone le linee guida per l’arte del XVI secolo. Poi le lezioni verteranno su altri scultori italiani, prevalentemente fiorentini, influenzati da Michelangelo, cercando di sottolineare l’apporto peculiare di questi artisti alla nascita della moderna scultura europea.
Il corso è adatto a tutti gli studenti che vogliano capire la cultura del Rinascimento come pure un aspetto fondamentale della civiltà fiorentina, ovvero il deciso rapporto con l'arte e lo sviluppo di contesti e di luoghi dove apprezzarla. (1.0 UNIT)
(Prof. Francesco Vossilla)
L’Arte del Rinascimento a Firenze, da Giotto all’età di Lorenzo il Magnifico
Il corso di storia dell’arte affronta con taglio specialistico la lettura di un’opera dal punto di vista iconografico e iconologico, ovvero la comprensione del soggetto e le motivazioni che ne spiegano l’esecuzione. Si tratta di un approccio metodologico che privilegia la componente storico-documentaria del bene culturale, inteso soprattutto come testimonianza “avente valore di civiltà” delle età passate. Il corso, nel quale si focalizza l’arte fiorentina, dalla “rivoluzione” umanistica giottesca all’affermarsi della civiltà rinascimentale nella prima metà del Quattrocento, è finalizzato alla comprensione di quella che è stata una delle stagioni culturali più importanti nella storia dell’Occidente, momento imprescindibile per capire la nostra stessa contemporaneità. Per cogliere nella maniera più corretta le premesse più importanti del primo Rinascimento, ovvero l’età di Brunelleschi, Donatello e Masaccio, non si può fare a meno di riandare a Giotto; così, per stimarne appieno la rilevante portata in ambito artistico, si devono prendere in analisi gli sviluppi conseguenti: tutto quanto comporta necessariamente anche l’illustrazione di periodi storici precedenti e immediatamente successivi all’Umanesimo quattrocentesco, che verranno trattati però sempre in funzione degli argomenti strettamente inerenti al corso.
Le lezioni avranno carattere essenzialmente monografico e si incentreranno sulle singole personalità artistiche, illustrate attraverso le loro espressioni più significative.
L’analisi delle opere terrà presenti varie potenzialità in esse contenute, per ottenerne una comprensione esaustiva.
Si partirà quindi da un’educazione a una corretta lettura visiva, che terrà conto sia di un approccio formale e stilistico che iconografico e iconologico; ma di pari passo si metteranno in risalto i caratteri di testimonianze storiche e quindi strumentali a una migliore percezione del contesto culturale di appartenenza: questo implicherà la trattazione di tematiche più varie, quali la funzione originaria, le intenzioni e i caratteri della committenza, la considerazione di aspetti apparentemente accessori ma in realtà determinanti quali l’identificazione dei costumi, delle suppellettili e degli arredamenti (laddove ovviamente presenti e significativi). Tutti dati e nozioni che alla fine dovranno ricomporsi nell’unità dell’espressione artistica e quindi del periodo affrontato. (1.0 UNIT)
(Prof. Carlo Cinelli)
L’Unione Europea
La storia dell’Unione europea, come parte della storia europea contemporanea, è così ampia e articolata da poter essere analizzata su vari piani di lettura; l’approccio scelto per questo corso è il seguente: saranno anzitutto ricostruite le tappe che hanno portato alla creazione dell’Unione, ossia le principali condizioni storiche, politiche ed economiche che ne hanno determinato la nascita e lo sviluppo, per poi analizzare il difficile e contrastato processo che ha portato l’Unione a elaborare una costituzione e il suo tentativo di realizzare un sistema di diritti e di libertà veramente efficaci, ossia, in una parola, di darsi una precisa identità politica e costituzionale. Il corso intreccerà così una prospettiva strettamente storica (I° parte) ad una più propriamente politica e costituzionale (II° parte), con l’intento di offrire agli studenti un quadro dell’Unione europea che non sia solo quello di una comunità economica e monetaria già realizzata, ma di una comunità che sta ancora cercando una sua legittimità politica. (1.0 UNIT)
(Prof. Sara Lagi)
Storia Politica dell’Italia contemporanea. L’identità Nazionale Italiana dalla nascita della Nazione alla caduta del Fascismo (1861-1945)
Per comprendere efficacemente la politica italiana e cosa sia realmente l’identità nazionale italiana è necessario esaminare tutte le fasi evolutive del sistema politico. Soprattutto è necessario sapere quando, come e perché nasce la nazione italiana.
Quando avviene la nascita (l’unità nazionale 1861), come si sviluppa il suo consolidamento (1861-1921) e perché questo processo degenera in una dittatura totalitaria come il fascismo (fascismo: 1922-1945).
Il 1861 è l'anno che segna l'avvio di questo processo di costruzione dello Stato italiano. Quasi tutti i singoli stati in cui è divisa la penisola italiana sono assorbiti dallo Stato sabaudo. Mancano solo Roma, il Veneto, Trento e Trieste, territori che sarebbero stati annessi al resto della nazione negli anni successivi, tanto da consentire ad una parte della classe dirigente di attribuirsi l'onore e l'onere di essere i continuatori dell'opera risorgimentale. Il completamento del processo nazionale rappresenterà l'alibi dietro il quale la nuova classe dirigente e i suoi eredi giustificano decisioni politiche che infrangono le deboli basi democratiche del giovane stato e soprattutto le regole. Durante gli anni che conducono l'Italia dall'unità alla prima guerra mondiale le regole costituzionali vengono aggirate o sospese, in virtù di una missione nazionale che giustifica ogni nefandezza e ogni limitazione dei diritti civili e politici.
Con il 1922 e l'affermazione del fascismo si assiste al processo di creazione di un'identità nazionale che si giustappone all'identità fascista. Per giungere alla realizzazione di questo modello identitario, il regime fa largo uso del principio della mobilitazione totale mutuata dal fenomeno sociale che le è più congeniale ed affine: la guerra. Il concetto viene declinato nella maniera più ampia, ovvero includendo per la prima volta fra i propri destinatari non solo gli uomini adulti, ma l'intera popolazione, compresi i minori. In sintesi, l’italiano è italiano solo se è fascista.
Con il fascismo nasce una nuova concezione di Stato e si affermava anche l’esigenza di creare un proprio concetto di società che sia in sintonia con la volontà di creare un nuovo tipo di identità italiana: un uomo nuovo. Per raggiungere l’obiettivo il fascismo utilizza nuovi strumenti della comunicazione: le piazze d'Italia, trasformate in un unico scenario dove milioni di persone celebrano la consacrazione dei nuovi simboli, ma soprattutto toccano con mano la forza del proprio duce grazie alle sue dirompenti apparizioni. Questa serie di miti, riti e monumenti svolgono la funzione di infondere nelle coscienze di milioni di italiani ed italiane, la fede verso una nuova concezione dell’essere italiano. Per molti aspetti il fascismo vuole continuare l’opera che il risorgimento non è riuscito a concludere. Ovviamente per farlo adotterà ogni strumento repressivo e persuasivo, riuscendo a servirsi di simboli dell’antica Roma, e di strumenti assai moderni come il cinema e la radio. (1.0 UNIT)
(Prof. Marco Pignotti)
Vecchi e nuovi maestri del cinema italiano
Iniziando dal periodo fascista, il corso analizza la produzione di maestri vecchi e nuovi. Dopo Blasetti e Camerini, campioni del cinema di Regime, con il Neorealismo si affermano alcuni autori - Visconti, Rossellini, De Sica, De Santis – le cui opere caratterizzano anche i due fortunati decenni successivi. Nel quadro del cinema “classico” degli anni Cinquanta e Sessanta operano altri registi di primo piano quali Antonioni, Fellini, Germi, Monicelli, Pasolini, Risi. Nel Sessantotto, insieme a Bellocchio e Bertolucci, si distinguono autori giovani e ribelli (Maselli, i Taviani) e registi di notevole professionalità quali Leone, Rosi e Scola. Fino al gruppo dei registi-attori che segna gli anni Settanta e Ottanta (Moretti, Nichetti, Nuti, Troisi, Verdone, Benigni) e al panorama creativo molto vario degli ultimi anni, fra Salvatores e Tornatore, Muccino e Virzì, Giordana e Ozpetek, Placido, Garrone e Sorrentino. (1.0 UNIT)
(Prof. Stefano Socci)
Didattica della lingua. Teorie linguistiche di riferimento, approcci, metodi e tecniche per l’insegnamento dell’italiano (e non solo) come lingua straniera
Glottodidattica significa “insegnamento di una lingua”.
La glottodidattica è la scienza dell'educazione linguistica che per decenni è stata identificata con la linguistica applicata, cioè con la trasposizione delle indicazioni che provenivano dalla linguistica teorica nei materiali didattici e nell'attività di classe. Dagli anni Sessanta, invece, si ritiene che sia lo specialista di questa disciplina a decidere quali implicazioni trarre dalle scienze del linguaggio, dall'antropologia, dalle scienze psicologiche, dalle teorie pedagogiche.
La glottodidattica, dunque, si configura come una scienza pratica ed interdisciplinare, legata alle scienze teoriche di riferimento da un meccanismo di implicazione e non di diretta applicazione.
Nel corso dei secoli il docente di lingua ha assunto ruoli diversi a seconda del modello educativo dominante, dell’istituzione scolastica o del docente stesso e, ancora oggi, non c’è una definizione di questo ruolo comunemente accettata, poiché esso si modifica adeguandosi al momento specifico della lezione, agli obiettivi didattici, alle dinamiche della classe.
Un bravo insegnante non può trascurare di approfondire questa disciplina, il profilo delle teorie linguistiche sull’acquisizione del linguaggio, le linee guida di intervento suggerite dal Consiglio d’Europa con il Quadro Comune Europeo (anche nel caso che svolga la sua attività negli Stati Uniti!). E’ evidente, infatti, che l’aula riserva al docente un compito difficile al quale bisogna rispondere con una solida formazione, l’accurata preparazione delle lezioni, la consapevolezza della propria specificità di docente di lingua, con un profilo formativo e culturale vicino alle discipline scientifiche, come la linguistica per esempio, e ben distinto da quello delle discipline umanistiche. (1.0 UNIT)
(Prof.ssa Monica Merli)
Avanguardia tra arte e letteratura
Con questo corso ci si propone di studiare le corrispondenze – al livello della forma e delle idee, della filosofia – tra arte e letteratura in seno ai movimenti d’avanguardia sorti in Italia e in Europa al principio del Novecento. Tali corrispondenze sono dichiarate programmaticamente dai movimenti stessi, che vogliono offrire tutte le forme dell’espressione artistica, e anzi estendono talvolta la loro azione alla politica: è il caso del futurismo, del surrealismo. Dopo un esame della rottura estetica con la tradizione avvenuta alla fine del XIX secolo in Francia con l’impressionismo e la poesia simbolista, si analizzeranno i principali movimenti avanguardistici d’inizio Novecento, facendo particolare attenzione alla situazione italiana, da controllare nelle minime ripercussioni dei movimenti d’oltralpe oltre che, naturalmente, nel momento dell’esperienza futurista.
Così, a una riflessione sull’idea di classico affermatasi alla fine dell’Ottocento, e sui primi tentativi d’eversione, seguirà lo studio dei moduli formali e i risultati d’arte di Espressionismo, Cubismo, Futurismo, Dada e Surrealismo: sempre evidenziando la stretta dialettica tra poesia e pittura.
Il corso prevede una visita al Museo d’arte moderna e contemporanea di Roma.
(Prof. Alessio Martini)
Momenti della letteratura Italiana dalle Origini al Primo Rinascimento
Il corso si propone di evidenziare alcuni aspetti fondamentali della Letteratura Italiana, dalle Origini al primo Rinascimento, con particolare riferimento ai temi di <<Amore, Fato e Fortuna>> e alla Divina Commedia di Dante Alighieri. La prima parte tratterà della poesia religiosa e della lirica amorosa. Questi i testi principali: "Il Cantico delle Creature" di Francesco d'Assisi, "La Lauda Sacra" di Jacopone da Todi, "La Scuola poetica Siciliana", "Il dolce stil novo", "La Vita Nuova " di Dante, "Il Canzoniere" di F. Petrarca. La seconda parte prenderà in esame alcune tematiche relative ad alcuni aspetti specifici del programma, come quelli di <<amore, politica ed esaltazione dell'intelligenza>> nella Divina Commedia di Dante Alighieri, nonché ai temi di <<Amore, Fato e Fortuna>>, nel Decameron di G. Boccaccio. L'ultima parte del "Corso", infine, sarà dedicata all'Umanesimo e alla letteratura del primo Rinascimento, con particolare riferimento ai temi di <<Amore, fortuna e virtù politica>> nel pensiero e negli scritti di Lorenzo il Magnifico, L. Battista Alberti e di Niccolò Machiavelli.
(Prof. Francesco Saverio Mirri)
Sociolinguistica dell’italiano contemporaneo
Il corso mira a far acquisire familiarità con il concetto di “variazione linguistica” e con la complessa e multiforme natura dei rapporti fra lingua e società, attraverso l’esplorazione ed esemplificazione delle dinamiche sociolinguistiche in atto nella società italiana contemporanea.
La situazione sociolinguistica dell’Italia di oggi verrà analizzata e discussa in relazione alle lingue e varietà di lingua presenti nel repertorio, al loro uso e ai loro rapporti. Saranno prese in esame la distribuzione, la diffusione e i domini d’uso delle diverse varietà (compresi i dialetti) e saranno illustrati fenomeni linguistici rilevanti nell’italiano contemporaneo e nella varietà dei suoi usi.
(Prof.ssa Maria Cristina Torchia)
Breve storia dell’estetica occidentale dai greci a Leonardo e Michelangelo. Le teorie sull’arte e il bello tra filosofia, letteratura, arti visive
Una parte di quello che consideriamo l’eredità dell’Occidente ha che fare con Firenze. Si tratta di un patrimonio tangibile, presente nei musei e nelle piazze fiorentine, ma anche di un patrimonio immateriale, quello di filosofi e di intellettuali (poeti, romanzieri), i cui nomi sono conosciuti ovunque: a cominciare da Dante e Petrarca per arrivare a Leonardo e Marsilio Ficino. Cercheremo così di utilizzare Firenze e questo patrimonio per affrontare le basi di una storia dell’estetica occidentale. Partiremo dal pensiero dei filosofi classici Platone, Aristotele e Plotino per poi tratteggiare le teorie sul bello e l’arte dei teologi cristiani come Agostino d’Ippona. Quindi affronteremo il medioevo con il mondo toscano in primo piano da Dante, Petrarca, Boccaccio, a Giotto e Ristoro d’Arezzo. Arrriveremo poi a studiare il cosìdetto rinascimento, analizzando questo momento con uno sguardo interdisciplinare tra letteratura e arti visive.
Fu proprio nei secoli XV e XVI che prese forma il modo di concepire l’espressione artistica quale la intendiamo ancora oggi. Un fatto individuale, un’opera di ingegno che in parole scritte, in musica o in scultura spesso dichiara il senso del bello di un’intera società. Così accade per Brunelleschi o Michelangelo.
Parallelamente cercheremo di porci il problema di cosa sia il bello oggi, di chi siano gli artisti oggi, proprio attraverso un paragone con la classicità e il rinascimento.
(Prof. Francesco Vossilla)
Introduzione al Rinascimento maturo e al Manierismo
Il corso prenderà avvio dall’arte del tempo di Lorenzo il Magnifico e si soffermerà ampiamente sulla formazione dei protagonisti del Cinquecento: Leonardo, Michelangelo, Raffaello.
Seguendo la vita e le opere di questi ultimi si potrà osservare il graduale spostamento dell'epicentro artistico-culturale da Firenze a Roma nei primi decenni del Cinquecento. L'esame del contemporaneo svolgersi della cultura artistica fiorentina includerà l'analisi tanto del "classicismo" di Fra' Bartolomeo e di Andrea del Sarto quanto dello "sperimentalismo anticlassico" di Jacopo Pontormo e del Rosso. Saranno, inoltre, considerate le opere del soggiorno fiorentino di Michelangelo tra 1515 e 1534, e quelle del suo ultimo periodo romano.
Il corso si concluderà con una serie di considerazioni sul concetto di Manierismo e con un breve excursus sull' "arte di corte" a Firenze fino al 1574, anno della morte di Giorgio Vasari e del suo grande protettore Cosimo I de' Medici.
(Prof. Nicoletta Pons)
Firenze nei secoli XIV-XVI: lineamenti di storia di una società urbana nell’Italia del Rinascimento
Il corso si propone di offrire una visione d’insieme dei ‘secoli d’oro’ della storia di Firenze, considerata nelle sue connessioni e interazioni con la più generale vicenda italiana. In particolare sarà analizzata l’epoca compresa fra la metà del Trecento e la fine del Cinquecento, epoca nella quale la città toscana, oltre a mantenere un ruolo economico di primissimo piano nel panorama italiano ed europeo, fu la culla e il maggior centro di irradiazione della cultura rinascimentale.
Il corso intende privilegiare un approccio ai temi di studio non manualistico, ma fondato sui risultati della più recente storiografia. Insieme al necessario inquadramento di carattere politico-istituzionale, indispensabile per familiarizzare gli studenti con il linguaggio ed i concetti relativi al governo della città-stato tardo-medievale e rinascimentale, saranno privilegiati altri aspetti del divenire storico, essenziali per penetrare il nucleo profondo della civiltà fiorentina. Oggetto di studio saranno in primo luogo le attività economiche, fonte di una prosperità che rendeva possibile la supremazia di Firenze nell’Occidente europeo e le sue straordinarie realizzazioni in campo artistico; quindi le strutture urbanistiche, la cui evoluzione rappresentava l’interazione fra disponibilità di risorse materiali, volontà politica dei ceti dirigenti e concezioni culturali; infine i più rilevanti aspetti della vita della comunità cittadina: dalla fisionomia della famiglia, cellula di base dell’organizzazione sociale e spazio di affermazione materiale e psicologica dell’individuo, ai livelli di alfabetizzazione, dalle pratiche religiose alla vita di corte.
(Prof.Franco Franceschi)
Storia politica e sociale del Mediterraneo islamico
La presenza islamica nel mediterraneo è stata per secoli una presenza che ha comportato paure, tensioni e conflitti aperti. Tuttavia nel mentre permaneva la contrapposizione tra Occidente ed Oriente, una contrapposizione soprattutto di carattere religioso, frequenti ed intensi sono stati i contatti tra questi ‘due mondi’.
Ed è stato per questa singolare combinazione di contrapposizioni ideologico-religiose e di continui scambi di carattere economico e culturale che si è instaurato un clima di forte attenzione e curiosità reciproca che hanno alimentato il gusto per i viaggi, hanno prodotto cronache, diari, descrizioni geografiche, analisi dai contenuti estremamente vari e interessanti. Ne è nata una mitologia sull’Oriente piena sì di pregiudizi, ma anche di potenti elementi di seduzione.
I viaggiatori che tra 1500 e 1800 si sono avventurati nelle terre dell’Islam (e in particolare nel ‘favoloso’ mondo dei Turchi Ottomani) ed hanno illustrato quelle società, ne hanno valutati gli aspetti sia negativi che positivi, hanno scritto pagine che hanno spesso oscillato tra ripulsa e ammirazione; hanno osservato usi e costumi, la vita delle popolazioni, l’economia, l’amministrazione della giustizia, ma anche si sono concentrati sulla condizione delle donna, la vita sessuale, le abitudini erotiche, sull’arte, la spiritualità religiosa.
Inoltre la coscienza della ‘differenza’ tra questi due mondi (cristiano e islamico) ha finito per rafforzare l’idea stessa di identità dell’Europa come un continente in cui i vari Stati dovevano necessariamente sforzarsi per distinguersi proprio dal ‘nemico’ ottomano e dai popoli cosiddetti infedeli.
(Prof. Roberto Mancini)


